[special_heading title=”I testi dell’audioguida” subtitle=”Leggi i testi, migliora la versione per vedenti e quella per non-vedenti, trova effetti audio” animated=”yes” font=”secondary” margin_bottom=”0″]

Introduzione all’audioguida

Benvenuto nell’audioguida interattiva hi-Storia dedicata al duomo di San Flaviano di Giulianova.

L’audioguida interattiva hi-Storia è un dispositivo tattile stampato in 3D che riproduce monumenti, aree archeologiche e beni paesaggistici ed è dotato di una speciale tecnologia che permette di accedere ai contenuti mediante il tocco delle dita.

Come funziona?

È sufficiente toccare uno dei sensori di colore nero, collocati sulla superficie dell’audioguida, per ascoltare la spiegazione corrispondente all’elemento architettonico selezionato.

Chi ha realizzato l’audioguida?

L’audioguida hi-Storia del duomo di Giulianova è stata realizzata durante il laboratorio di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto le classi 3F e 3G  dell’anno 2015/2016. Sono stati inseriti contenuti in italiano, inglese e spagnolo.

A chi si rivolge?

L’audioguida hi-Storia è adatta ai turisti italiani e stranieri, alle famiglie con bambini e anche ad un pubblico di non vedenti, che può esplorare il modello tattile ed ascoltare le spiegazioni in modo semplice e intuitivo.

 

Introduzione storica al Duomo di San Flaviano

Ciao, sono Giulio Antonio Acquaviva, duca della città di Atri.

Intorno al 1470 decisi di fondare un nuovo centro abitato nei pressi dell’antica città di San Flaviano, messa a ferro e fuoco pochi anni prima. La chiamai Giulia, in mio onore.

Il mio obiettivo era quello di controllare la zona costiera salvaguardandola dagli attacchi dei pirati che minacciavano la costa adriatica. In questa cittadina serviva un luogo adibito al culto, perciò decisi di costruire una grande chiesa: l’attuale Duomo di San Flaviano. L’edificio, in stile rinascimentale, venne costruito in Piazza Buozzi, dove si affaccia anche il Palazzo Ducale nel quale io risiedevo. Ogni mattina, sporgendomi dalla finestra, potevo vedere le persone che si riunivano in piazza e controllare la porta di accesso alla città. Inizialmente la chiesa fu intitolata a Santa Maria in Platea, ovvero in Piazza, e solo in un secondo momento, quando vi furono traslate le reliquie di San Flaviano, fu cambiata l’intitolazione.   

 

Autori:  Stefano e Asia

 

Ingresso, pianta e alzato
Buongiorno, mi presento: sono l’architetto del duomo. Alla fine del ‘400 sono stato chiamato da Giulio Antonio Acquaviva per progettare il monumento più importante della città. Vi chiederete come mi è venuta un’idea simile…beh,  puro ingegno.

Ho realizzato una struttura suddivisa in più livelli: nella parte sottostante ho costruito una cripta ottagonale, in cui per secoli vennero sepolti i personaggi più importanti della città. Nella parte superiore si trova la chiesa vera e propria, destinata ad accogliere i fedeli e le celebrazioni liturgiche. Sono sempre stato un grande amante dell’architettura classica, per questo ho deciso d’inserire una grande cupola emisferica per chiudere l’ambiente a pianta centrale. Un’impresa tutt’altro che semplice, ma estremamente appagante! Ci vollero migliaia laterizi in cotto per erigere la chiesa e un gran numero di embrici per coprire la cupola, ma ne è valsa la pena! Ed ora che ne dite di entrare all’interno della chiesa per conoscerne i suoi tesori?

autori: Di Monte, Violini

NON VEDENTI

Hai appena toccato il portale del duomo di San Flaviano. L’ingresso è preceduto da una scalinata, che raccorda il dislivello tra la strada e la pavimentazione della chiesa.

 

Altare e crocifisso

Buongiorno, sono il grande crocefisso bronzeo che domina l’altare maggiore; sono stato realizzato nel 1959 da Venanzo Crocetti, un importante scultore italiano nato a Giulianova il 4 agosto del 1913. Conoscete Venanzo?

Le sue potenzialità artistiche si evidenziarono fin dai primi anni di vita, infatti amava trascorrere il tempo libero frequentando gli artigiani del proprio paese. Negli anni ’30 partecipò alle prime mostre internazionali, tra le sue opere più importanti ricordiamo: il “Giovane Cavaliere della pace” e “L’annunciazione” sull’ingresso posteriore del duomo di Teramo.

Ma torniamo a noi: sono collocato sopra l’altare maggiore, sotto un grande arco che permette l’accesso al presbiterio, la parte della chiesa riservata al clero officiante.

Davanti a me c’è un altare a mensa, dove il prete celebra la messa, e ai miei lati si conservano alcune opere importanti: una via crucis di Aligi Sassu, il battistero di Coccia e una Madonna in bronzo, realizzata proprio da Crocetti.

Il mio sguardo è sempre rivolto verso i fedeli che mi vengono a trovare.

 

Autori: Pamela Petrella e Giada Lalloni

 

DESCRIZIONE NON VEDENTI:

Hai appena toccato il crocifisso bronzeo di Venanzo Crocetti, collocato sotto l’arco trionfale, in corrispondenza dell’altare maggiore. A destra del crocifisso vi sono, il fonte battesimale di Coccia, e una statua della Madonna con bambino di Crocetti. Alle pareti sono appesi 12 quadri di piccole dimensioni rappresentanti le tappe della via crucis; l’autore è Aligi Sassu, scultore milanese vissuto nel XX secolo.

 

Statua di San Flaviano e tesoro di San Flaviano

Ciao a tutti! Mi riconoscete? Sono San Flaviano. Nell’antichità sono stato il sacerdote di Costantinopoli e nel 446 ne sono diventato il patriarca. Dopo il conflitto con Eutiche mi hanno esiliato in Lidia e qui trovai la morte, durante il secondo concilio di Efeso. Le mie spoglie vennero imbarcate su una grande nave per essere inviate a Ravenna, ma a causa di una tempesta il mio corpo approdò sulle rive di Castum Novum, l’attuale Giulianova. Collocarono i miei resti in una piccola cassetta reliquiario. E’ un oggetto molto prezioso, che vale la pena vedere! Sul coperchio è raffigurato lo stemma della famiglia Acquaviva circondato da una corona d’alloro e nastri,    mentre sulla parte frontale è presente la mia immagine benedicente con pastorale e mitria; accanto a me vi sono due oranti inginocchiati. Inizialmente la cassetta era conservata sotto la mensa dell’altare; oggi, invece, si può ammirare soltanto in occasione della Festa Patronale.                                              Nel tesoro di San Flaviano si conservano altri due preziosi oggetti d’oreficeria: la prima è un reliquiario a forma di braccio con mano benedicente, che conserva le reliquie di San Biagio, antico patrono di Teramo. Il braccio è in argento, mentre la base è in rame dorato e presenta una scritta a caratteri gotici che dice “benedicat vos Deus Pater et Filius et Spiritus Sanctus”, cioè “Dio vi benedica Padre, Figlio e Spirito Santo”.                                                                                                                                                     Il secondo reliquiario rappresenta una croce ed è decorato con rosette e angeli.
Infine mi è stata dedicata anche una statua, che trovate a destra dell’ingresso del duomo. Vengo raffigurato con la mitria e un ricco mantello, con la mano destra alzata nel gesto di benedizione e nella mano sinistra stringo le chiavi della città. Oggi sono il patrono di Giulianova e anche di Conversano, per questo che sono venerato sia in Abruzzo che in Puglia.

Un saluto e alla prossima!

Autori: Aldo e Agnese

 

DESCRIZIONE NON VEDENTI:

Hai appena toccato la statua di San Flaviano. Si tratta di una scultura in legno scolpito, alta poco più di un metro e collocata su un basamento. La veste del santo è di colore bianco e presenta una decorazione damascata all’altezza delle ginocchia, sulle spalle ha un mantello dorato, detto cappa, e indossa la mitria, un copricapo di forma allungata, anch’esso di colore dorato. La mitria è impreziosita da gemme di colore azzurro, disposte lungo l’asse verticale del copricapo.

 

Cripta

Ciao sono Maria Luisa e vi condurrò alla scoperta della cripta. Seguitemi! L’interno è suddiviso in due ambienti concentrici: uno centrale, coperto da una volta a ombrello, e uno esterno chiamato ambulacro. Sappiamo che qui, essendo il Duomo non ancora ultimato nel 1478, vennero trasportate e a lungo conservate le spoglie del Patriarca di Costantinopoli: San Flaviano, per l’appunto. Quando venne completato l’edificio, la cripta fu utilizzata per funzioni meno solenni e nel sottosuolo furono sepolti i cittadini più abbienti e i membri della confraternita del Rosario che ebbe qui sede dalla seconda metà del ‘500. Un tempo le pareti erano coperte da affreschi, ma oggi si conservano soltanto alcuni frammenti, tra cui una Natività e il battesimo di Cristo.

AUTORI: Angelica , de dominicis, elena, ludovica, alice Maestroni

 

DESCRIZIONE NON VEDENTI:

Hai appena toccato la porta d’accesso alla cripta, un ambiente ipogeo collocato sotto la chiesa principale. La porta d’accesso è incorniciata da un portale in pietra, al di sopra del quale, in passato, si trovava l’ingresso principale al duomo. Questa informazione è confermata dalla presenza di un portale tamponato, ossia murato, in cui si può distinguere la diversa disposizione dei laterizi.

Cupola e lanterna (da fare)

testo da scrivere

Autori: Rita, Camilla (non hanno scritto niente)

Buongiorno a tutti! Sono Caterina, vivo a Roseto degli Abruzzi, ma frequento Giulianova quotidianamente. Ho sempre pensato che il duomo avesse un fascino particolare, che fosse un po’ il centro nevralgico della città.

Per questo ho pensato di fare un salto in biblioteca e leggere la storia del duomo. Chissà come doveva apparire agli occhi degli abitanti del tempo questo immenso edificio! Si racconta che la cupola fosse ricoperta di migliaia di embrici in maiolica, rivestiti d’azzurro, e che avesse una funzione molto particolare. Grazie alla sua posizione sopraelevata, dominava la collina antistante la foce del fiume e fungeva da faro per i marinai che tornavano sulla costa in condizioni meteorologiche ostili. Molto probabilmente, questa storia è una semplice leggenda, ma mi piace pensare che la città abbia avuto un faro non convenzionale, di matrice cristiana, al posto delle più comuni costruzioni cilindriche a ridosso della costa.

Oggi la cupola ha un aspetto molto diverso: ricoperta interamente di embrici in cotto, svetta tra i tetti delle case in centro storico, con il suo diametro di ben _____ metri. La parte superiore è coronata da un piccolo vano circolare, detto lanternino, che raggiunge l’altezza di ________

Passo la parola a Laura, che ci spiegherà due termini tecnici architettonici: gli embrici e il lanternino.

Ciao, sono Laura! Vorrei spiegarvi, in parole semplici, un paio di termini tecnici. Partiamo dal lanternino, il diminutivo di lanterna. Si tratta di una struttura architettoniche che si trova sulla sommità della cupola e, come dice il nome stesso, svolge la funzione di lanterna, ossia ha lo scopo di illuminare l’interno della cupola, grazie alle finestre. Di solito la lanterna è completata da una croce in bronzo che svolge una doppia funzione: da un lato serve a identificare il luogo di culto, dall’altro funge da parafulmini, mettendo al riparo gli edifici circostanti. Non a caso le decorazioni sommitali sono le prime ad essere sostituite perché tra temporali e fulmini si usurano con grande facilità. Ed ora vediamo cosa sono gli embrici: si tratta di tegole dalla forma semicircolare che vengono disposte in senso concentrico fino a coprire del tutto la superficie della cupola. Vi svelo una curiosità: la parola embrice deriva dal latino “imbrex”, una copertura che ripara gli edifici dalla pioggia, proprio come gli ombrelli.

(testo mio)

 

Interno e opere (da fare)

Mi presento: sono Raffaello. Vorrei condurvi nell’interno del duomo di San Flaviano, per scoprire ciò che rimane dell’antico edificio rinascimentale. Gli abitanti più anziani mi hanno raccontato che in passato l’interno del duomo era ricoperto di stucchi bianchi e dorati ed era uno spettacolo per gli occhi dei fedeli che, salendo la scalinata, erano invasi dal profumo dell’incenso e dai vivi colori delle decorazioni. Ma poi, cos’è successo? Negli anni ’40 del Novecento iniziarono i grandi restauri del duomo per restituirgli una veste magnifica. All’epoca molti restauratori andavano alla scoperta della fase originaria ed erano convinti che, togliendo le decorazioni successive, il monumento sarebbe tornato all’antico splendore. Fu così che nel duomo cancellarono ogni traccia degli altari barocchi, realizzati nel Settecento.

(testo mio)

 

Monumento ai caduti

Salve a tutti, sono uno dei tanti concittadini caduti durante la Prima Guerra mondiale e vi parlerò del monumento che ci è stato dedicato.  È stato apposto all’esterno del Duomo di San Flaviano, sul lato che si affaccia su corso Garibaldi, in modo che tutti possano ricordarsi di noi mentre attraversano questa via. Sulla lapide realizzata in marmo sono infatti incisi i nomi dei 100 Giuliesi che scomparvero durante la guerra. Accanto alla figura della donna alata si conserva tutt’oggi il fascio littorio che ci riconduce al periodo storico in cui fu realizzato il monumento.  Sono inoltre presenti due frasi che riassumono quanto il nostro gesto sia stato generoso nei confronti della patria, “Se non dà frutti il sangue che val loria d’allori? Se libertà non germina che val d’armi virtu”.Il monumento è incorniciato da rami di quercia e di ulivo, che simboleggiano la forza, la dignità e la pace, ed è sovrastato da un’aquila in bronzo che sta a simboleggiare la nostra vittoria.

AUTORI: Giorgia, Andrea

 

NON VEDENTI:

Descrizione del monumento ai caduti:

Hai appena toccato il monumento ai caduti della prima Guerra Mondiale. Si tratta di una lapide di forma rettangolare inserita nella muratura esterna del duomo. È costituita da un’epigrafe in marmo di piccole dimensioni, posta all’’altezza di un metro e mezzo da terra, all’interno della quale vi è la scritta CADUTI PER L’IMPERO e l’anno di realizzazione (1935-36).  Al di sopra dell’epigrafe è collocato il monumento vero e proprio, una lastra di marmo in cui sono incisi i nomi dei cento caduti di origine giuliese. Nella parte superiore del monumento è stata collocata un’aquila in bronzo con le ali spiegate e le zampe saldamente appoggiate alla lapide.

Il campanile

Il campanile del duomo ospita 4 campane provenienti da Agnone, una città molisana in provincia di Campobasso, in cui ha sede la più antica fonderia italiana, specializzata nella realizzazione delle campane. Il suono delle campane dipende da due fattori: la lega metallica utilizzata a la grandezza della campana stessa.

3G

Cupola

Salve a tutti,mi presento,sono l’architetto del duomo di San Flaviano, e ora vi andrò a spiegare come ho realizzato alcune delle sue strutture. Dovete sapere che un tempo la cupola era molto diversa da come la vediamo ora, all’inizio infatti avevo deciso di realizzare una struttura molto particolare ricoprendola di embrici in maiolica rivestiti d’azzurro. Col passare del tempo hanno invece deciso di modificare la mia idea iniziale sostituendo la maiolica con embrici in cotto. Anche la sua funzione è cambiata negli anni: una leggenda narra che questa chiesa,posizionata sulla collina antistante la foce del fiume, avesse la funzione di illuminare la zona per facilitare l’orientamento delle barche nella notte. È affascinante pensare che questa leggenda abbia un fondo di verità in quanto testimonierebbe la scelta degli abitanti di porre come faro un monumento religioso al posto delle convenzionali torri colorate. Osservando oggi la mia cupola notiamo che essa risalta imponentemente al centro della città, con il suo diametro di ben _____ metri. La parte superiore è
coronata da un piccolo vano circolare, detto lanternino, che raggiunge l’altezza di ________. Analizzate le misure tecniche vi parlerò adesso di due termini architettonici: gli embrici e il lanternino.
Il termine lanternino,diminutivo di lanterna,sta ad indicare una struttura architettonica situata sulla sommità della cupola, che ha la funzione di illuminare appunto il suo interno. Alla lanterna è spesso affiancato un crocifisso in bronzo ,il quale svolge una doppia funzione. Esso infatti serve a contrassegnare la presenza di un luogo cristiano ed in contemporanea funge anche da parafulmini,come protezione per gli edifici circostanti. dalla causa di fulmini e saette deriva anche l’accortezza degli architetti di sostituire con frequenza le decorazioni sulla sommità. Per quanto riguarda gli embrici, essi possono essere descritti come tegole di forma semicircolare disposte in senso concentrico per tutta la grandezza della cupola. Vi svelo
una curiosità: la parola embrice deriva dal latino “imbrex”, una copertura che ripara gli edifici dalla pioggia, proprio come gli ombrelli.

Campanile

Il campanile è un richiamo sonoro e visivo per la comunità dei fedeli. Poiché è benedetto, è destinato al culto, ma nel Medioevo, in casi di necessità, ha assunto funzioni di carattere civile, ad esempio durante: temporali, incendi, inondazioni o fiere e mercati.
Il campanile serve a sostenere quattro campane di metallo a forma di tazza rovesciata e dà suono quando è percosso da un’ulteriore metallo situato all’interno di esso.
E’ collocato nella parte posteriore del duomo, al di sopra del ________ per facilitare la diffusione del suono.