{"id":58,"date":"2021-09-13T13:24:31","date_gmt":"2021-09-13T11:24:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hi-storia.it\/labs\/?p=58"},"modified":"2021-09-13T13:24:34","modified_gmt":"2021-09-13T11:24:34","slug":"informazioni-storiche-sulla-chiesa-della-confraternita-di-santa-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hi-storia.it\/labs\/2021\/09\/13\/informazioni-storiche-sulla-chiesa-della-confraternita-di-santa-croce\/","title":{"rendered":"Informazioni storiche sulla chiesa della confraternita di Santa Croce"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A cura di Biblioteca di Marene &#8211; versione di Michele<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Confraternita della Santa Croce &#8211; Battuti Bianchi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni scritti della fine del XIV secolo relativi alla pubblica assistenza attestano l&#8217;interesse del comune di Savigliano per la \u00ab Confratria&#8230; de Marenis e Sancti Spiritus\u00bb. In seguito, nel 1444, raccolto un buon numero di adesioni, per soddisfare le legittime aspirazioni dei marenesi la confraternita present\u00f2 richiesta al Consiglio Comunale(di Savigliano), il quale a sua volta il 24 agosto inoltr\u00f2 la richiesta all\u2019arcivescovo di Torino ed al consiglio cismontano, affinch\u00e9 acconsentissero alla costituzione di un&#8217;associazione di persone dette battuti e all&#8217;erezione di una \u00ab crosata\u00bb, cio\u00e8 di una chiesa ove riunirsi per pregare e&nbsp; flagellarsi in ossequio a Ges\u00f9 Cristo. La costruzione della chiesa fu realizzata negli anni immediatamente successivi e l&#8217;interno fu tutto affrescato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La confraternita in origine non si proponeva finalit\u00e0 esclusivamente mistiche e religiose. Infatti, oltre ad aiutare gli eretici che passavano alla chiesa cattolica, aveva pure l&#8217;incarico di assistere gli infermi, gli orfani ed i trovatelli, accompagnare i funerali e soccorrere i poveri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I mezzi finanziari per il sostentamento della congregazione erano raccolti mediante offerte e collette del grano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chiesa della confraternita di Santa Croce ebbe in Marene una rilevante importanza anche perch\u00e9 dalla met\u00e0 del XVI secolo alla met\u00e0 del XVIII secolo fu il luogo di culto pi\u00f9 frequentato del paese. Infatti la chiesa parrocchiale, oltre ad essere lontana, era malsana, indecorosa ed in cattivo stato. L&#8217;importanza assunta in quel periodo dalla chiesa della confraternita \u00e8 dimostrata dal verbale di una visita pastorale, effettuata a Marene nel 1584, da cui risulta che essa custodiva il Sacramento. La confraternita assunse funzioni di parrocchia dal 1732 al 1741, cio\u00e8 nel periodo in cui non era ancora stata costruita la nuova chiesa parrocchiale e la vecchia era stata abbattuta perch\u00e9 pericolante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante questo periodo, per meglio assolvere alle funzioni a cui era adibita, fu oggetto di importanti lavori di restauro, e le pareti furono ornate con alcuni importanti quadri. Con l&#8217;acquisizione dell&#8217;indipendenza&nbsp; comunale la comunit\u00e0 di Marene sentiva infatti la necessit\u00e0 di avere un luogo di culto riccamente ornato e di prestigio al centro del paese(l\u2019attuale Parrocchiale non esisteva ancora).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella nicchia di sinistra \u00e8 collocato un grande quadro con lo stemma di Marene: la tela dono della famiglia Paliero, \u00e8 datata 8 settembre 1666 e raffigura la Madonna con Ges\u00f9 Bambino. Vi sono inoltre i due quadri, il martirio Santa Caterina a sinistra e il martirio di Sant\u2019Agnese a destra. Furono donati nel 1680 rispettivamente da Sebastiano Manna e Giovanni Bertoglio e originariamente erano posti ai lati dell\u2019altare maggiore, con lo sguardo rivolto alla grande Crocifissione del Claret. Le balaustre dividevano il presbiterio dalla navata centrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre a sinistra si erge l&#8217;altare di San Filippo Neri, impreziosito dalla rispettiva tela raffigurante il santo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1660 all&#8217;altare posto sul lato destro della chiesa furono associate le compagnie della Madonna del Rimedio e della S.S. Trinit\u00e0 e vi erano i rispettivi quadri ad abbellirlo, rimane solamente il primo. A quanto risulta dall\u2019iscrizione, l&#8217;addobbo dell&#8217;altare fu ultimato nel 1675 e fu oggetto di lavori di restauro nel 1885.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel presbiterio sopra l&#8217;altare maggiore, inchiodato al soffitto a scanso di furti, vi \u00e8 un quadro di pregevole fattura che rappresenta l&#8217;esaltazione della Croce: secondo la tradizione popolare esso fu acquistato dal conte Giacomo Bergera (primo conte di Marene) ad un&#8217;asta a Milano, e successivamente donato alla confraternita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel coro si trova poi uno splendido quadro di Giovanni Claret, datato 1656, che rappresenta Ges\u00f9 crocifisso con ai piedi la Madonna, la Maddalena e San Giovanni Evangelista. <em>[Giovanni Claret nacque a Bruxelles da un ricco negoziante di Anversa il quale, seguendo le naturali inclinazioni del figlio, lo affid\u00f2 alle cure di un abile pittore fiammingo formatosi alla scuola italiana; il Claret, venuto in Italia forse per perfezionarsi nell&#8217;arte pittorica, si stabil\u00ec in un primo tempo a Cuneo e poi definitivamente a Savigliano (1622). Fu autore di stupendi dipinti che impreziosiscono molte chiese, musei e pinacoteche del Piemonte].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A destra dell\u2019altare \u00e8 presente un altro quadro del Claret. Entrambi i due grandi quadri erano originariamente collocati nella chiesa dei Battuti Neri: la Crocifissione venne quasi subito spostata nei Battuti Bianchi, la tela sorella, la decollazione di San Giovanni Battista, la raggiunse a seguito del restauro della chiesa nel 2009.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre nel coro, ai lati della tela del Claret vi sono due nicchie che racchiudono le reliquie di San Gaudenzio&nbsp; Martire (nicchia di sinistra) e diSanta Vincenza Martire (nicchia di destra); entrambe recano scolpita la data del 1657. In sacrestia,&nbsp; in un reliquiario \u00e8 conservato un frammento di legno appartenente alla croce su cui fu inchiodato Ges\u00f9 Cristo, e che, secondo quel che afferma il Giordanino, fu donato alla confraternita da Bartolomeo Truchi nel 1761. Si tratta di una delle tante false reliquie, diffuse in tutta l\u2019Europa durante il medioevo, che ebbero grande presa sulle credenze popolari dell&#8217;epoca. La reliquia fu oggetto di grande venerazione da parte di tutta la popolazione di Marene, tanto che venne istituita per tutti i venerd\u00ec del mese di marzo l\u2019usanza della benedizione con la reliquia. Questo rito si svolgeva la domenica vicina al 3 maggio, per poi essere spostata al 14 settembre, unificando la festa dell\u2019Invenzione della S. Croce con quella dell&#8217;Esaltazione della S. Croce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella chiesa vi sono alcune statue: il Cristo Risorto con l\u2019angelo annunciatore, Sant\u2019Elena, la Madonna addolorata e l\u2019Ecce Homo (queste ultime due provenienti dalla Confraternita dei Battuti Neri).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Biblioteca di Marene &#8211; versione di Michele Confraternita della Santa Croce &#8211; Battuti Bianchi Alcuni scritti della fine del XIV secolo relativi alla pubblica assistenza attestano l&#8217;interesse del comune di Savigliano per la \u00ab Confratria&#8230; de Marenis e Sancti Spiritus\u00bb. 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