Hi-Storia Hi-Storia Hardware audioguida
Tecnologia · hardware

Poca elettronica.
Nel posto giusto.

Dentro il modello non serve costruire un computer. L’hardware dedicato deve fare poche cose, ma farle bene: riconoscere il contatto, distinguere quale parte è stata toccata e comunicarlo al player.

Due studenti e un docente lavorano su Arduino e circuiti elettronici in classe
Dettaglio di Arduino UNO collegato a una breadboard con resistenze e cavi
Studenti osservano il circuito elettronico accanto a un modello Hi-Storia
Studenti testano una superficie conduttiva collegata al modello
Studenti testano un modello Hi-Storia con circuito Arduino collegato a un computer che esegue il player
L’hardware si costruisce. Scheda, sensori e collegamenti vengono assemblati e verificati durante il laboratorio.Torre di Bene, Orsogna. Realizzata dagli studenti dell’IC Orsogna (2019).
Un circuito leggibile. Arduino, breadboard, resistenze e cavi rendono visibile il passaggio tra il contatto fisico e il segnale elettronico.Torre di Bene, Orsogna. Realizzata dagli studenti dell’IC Orsogna (2019).
Dal circuito al modello. L’elettronica viene integrata nel dispositivo e collegata alle parti che devono diventare interattive.Torre di Bene, Orsogna. Realizzata dagli studenti dell’IC Orsogna (2019).
Provare il tocco. Il test serve a verificare che la superficie attiva venga riconosciuta in modo stabile, senza bisogno di premere.Torre di Bene, Orsogna. Realizzata dagli studenti dell’IC Orsogna (2019).
Il circuito comunica con il player. In questa configurazione la scheda collegata al modello invia gli eventi a un computer, che svolge il ruolo di player e gestisce interfaccia, contenuti e uscita audio.Torre di Bene, Orsogna. Realizzata dagli studenti dell’IC Orsogna (2019).
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Le schede elettroniche

Elettronica aperta, piccola, programmabile

Usiamo schede a microcontrollore diffuse e documentate, non controller proprietari costruiti apposta per Hi‑Storia. Sono economiche, consumano poco, si programmano via USB e possono essere studiate, sostituite e modificate da studenti, docenti, maker e cittadini. Non c’è una scheda obbligatoria: scegliamo quella più adatta al dispositivo mantenendo la stessa architettura aperta.

Open source Low energy Costi contenuti Componenti standard
Riferimento attuale

Arduino UNO R4

La configurazione di riferimento per i nuovi dispositivi. Mantiene la leggibilità della famiglia UNO e permette di gestire direttamente la lettura capacitiva sui pin compatibili.

Quando serve compattezza

ESP32

Più piccola e facilmente integrabile nel modello. Le versioni dotate di ingressi touch dedicati possono leggere direttamente gli attivatori capacitivi.

Una lunga storia nei laboratori

Arduino UNO R3

La board usata in molte generazioni Hi‑Storia. È anche molto utile didatticamente perché il circuito capacitivo va costruito e può quindi essere osservato e compreso.

Dispositivo tattile completo del Duomo di San Flaviano con scheda ESP32 integrata all'interno del modello
Dispositivo del Duomo di San Flaviano capovolto: sotto la copertura in PETG opaco si intravede la schedina ESP32
Dispositivo del Duomo di San Flaviano con coperchio aperto e schedina ESP32 cablata ben visibile
Il dispositivo completo. L’elettronica è integrata nel volume. Duomo di San Flaviano, Giulianova. Dispositivo tattile con ESP32 integrata.
Sotto il modello. La ESP32 è protetta da una copertura in PETG opaco. La scheda resta protetta, ma la sua posizione e l’architettura del dispositivo rimangono leggibili.
Aprendo il coperchio. Scheda e cablaggi tornano visibili, accessibili e riparabili. L’integrazione nel modello non trasforma l’elettronica in una scatola chiusa.
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Il principio capacitivo

Quando il corpo entra nel circuito

Lo schermo touch di uno smartphone non aspetta che venga premuto come un pulsante. Sotto la superficie c’è un sistema che misura una proprietà elettrica: la capacità.

Quando avviciniamo o appoggiamo un dito, il nostro corpo modifica leggermente quella misura. L’elettronica riconosce la variazione e capisce che in quel punto è avvenuto un contatto.

Nelle audioguide Hi‑Storia usiamo lo stesso principio in una forma più semplice: invece di un intero schermo con migliaia di punti, abbiamo alcune superfici conduttive. Ognuna corrisponde a una parte del modello che vogliamo rendere sensibile al tocco.

Una mano tocca la parte nera conduttiva della Torre di Bene durante un laboratorio Hi-Storia
Il corpo diventa parte della misura. Basta appoggiare la mano su una superficie conduttiva perché il circuito rilevi una variazione. Torre di Bene, Orsogna. Realizzata dagli studenti dell’IC Orsogna (2019).
Non serve premere

È il motivo per cui sulle audioguide basta appoggiare la mano sulla parte attiva del modello.

Dal principio al circuito

Due modi di leggere il tocco

Il principio capacitivo resta lo stesso. A cambiare è come la scheda misura la variazione: sulle prime audioguide il circuito andava costruito; con schede più recenti la lettura può essere già integrata nell’hardware.

Arduino UNO R3 · circuito costruito

Trasmettitore, ricevitore e resistenza

UNO R3 non dispone di ingressi capacitivi dedicati. Il sensore usa quindi due pin e una resistenza di alto valore: la variazione nei tempi di carica permette di riconoscere il contatto.

Schema del circuito capacitivo Hi-Storia con Arduino UNO R3, resistenza, pin trasmettitore, pin ricevitore e superficie conduttiva
UNO R3. Qui il circuito rende visibile il modo in cui il tocco viene trasformato in una misura.
UNO R4 · ESP32 con ingressi touch

La misura entra nella scheda

Con la configurazione attuale basata su Arduino UNO R4, e con ESP32 dotate di ingressi touch, non serve ripetere il circuito con la resistenza per ogni attivatore. La superficie conduttiva può essere collegata direttamente a un ingresso compatibile.

attivatore ingresso touch soglia evento al player
Nei laboratori Più tempo: si costruisce e si programma

Studenti e studentesse assemblano il circuito, osservano i valori e impostano le soglie direttamente nel programma della scheda.

Quando le ore sono poche Drag and drop, senza codice da copiare

Usiamo un nostro software visuale per configurare sensori e comportamenti senza mostrare codice o metacodice.

Hardware aperto, dispositivo leggibile

Vuoi costruire o adattare l’elettronica?

Possiamo partire dalla configurazione di riferimento, adattarla a un nuovo modello o studiare insieme una variante più adatta al contesto.