Arduino UNO R4
La configurazione di riferimento per i nuovi dispositivi. Mantiene la leggibilità della famiglia UNO e permette di gestire direttamente la lettura capacitiva sui pin compatibili.
Dentro il modello non serve costruire un computer. L’hardware dedicato deve fare poche cose, ma farle bene: riconoscere il contatto, distinguere quale parte è stata toccata e comunicarlo al player.
Usiamo schede a microcontrollore diffuse e documentate, non controller proprietari costruiti apposta per Hi‑Storia. Sono economiche, consumano poco, si programmano via USB e possono essere studiate, sostituite e modificate da studenti, docenti, maker e cittadini. Non c’è una scheda obbligatoria: scegliamo quella più adatta al dispositivo mantenendo la stessa architettura aperta.
La configurazione di riferimento per i nuovi dispositivi. Mantiene la leggibilità della famiglia UNO e permette di gestire direttamente la lettura capacitiva sui pin compatibili.
Più piccola e facilmente integrabile nel modello. Le versioni dotate di ingressi touch dedicati possono leggere direttamente gli attivatori capacitivi.
La board usata in molte generazioni Hi‑Storia. È anche molto utile didatticamente perché il circuito capacitivo va costruito e può quindi essere osservato e compreso.
Lo schermo touch di uno smartphone non aspetta che venga premuto come un pulsante. Sotto la superficie c’è un sistema che misura una proprietà elettrica: la capacità.
Quando avviciniamo o appoggiamo un dito, il nostro corpo modifica leggermente quella misura. L’elettronica riconosce la variazione e capisce che in quel punto è avvenuto un contatto.
Nelle audioguide Hi‑Storia usiamo lo stesso principio in una forma più semplice: invece di un intero schermo con migliaia di punti, abbiamo alcune superfici conduttive. Ognuna corrisponde a una parte del modello che vogliamo rendere sensibile al tocco.
È il motivo per cui sulle audioguide basta appoggiare la mano sulla parte attiva del modello.
Il principio capacitivo resta lo stesso. A cambiare è come la scheda misura la variazione: sulle prime audioguide il circuito andava costruito; con schede più recenti la lettura può essere già integrata nell’hardware.
UNO R3 non dispone di ingressi capacitivi dedicati. Il sensore usa quindi due pin e una resistenza di alto valore: la variazione nei tempi di carica permette di riconoscere il contatto.
Con la configurazione attuale basata su Arduino UNO R4, e con ESP32 dotate di ingressi touch, non serve ripetere il circuito con la resistenza per ogni attivatore. La superficie conduttiva può essere collegata direttamente a un ingresso compatibile.
Studenti e studentesse assemblano il circuito, osservano i valori e impostano le soglie direttamente nel programma della scheda.
Usiamo un nostro software visuale per configurare sensori e comportamenti senza mostrare codice o metacodice.
Sketch e firmware per le diverse schede sono raccolti nel repository hardware Hi‑Storia.
Sketch e firmware su GitHubPossiamo partire dalla configurazione di riferimento, adattarla a un nuovo modello o studiare insieme una variante più adatta al contesto.