DataPress è l’ambiente didattico del Comune di Ravenna dedicato all’esplorazione e all’analisi dei dati in ambito scolastico.
L’obiettivo della piattaforma è mettere in relazione le scuole — intese come l’intera comunità educante, quindi non solo studenti, ma anche docenti, personale e famiglie — con i dati pubblici e, attraverso di essi, con i fenomeni che caratterizzano la vita urbana.
Nota: HER: She Loves Data lavora da anni tra arte, design, dati e computazione; in questo solco, progetti come Datart e Rapida sono naturali evoluzioni. La dimensione didattica – e di conseguenza lo slancio di proporre un progetto come Datapress – non è un capriccio speculativo, ma si fonda sull’esperienza di Educational.city, attivo da oltre dieci anni con scuole in Italia e all’estero: non temi speculativi, ma affrontati con il rigore di chi ha fatto della didattica una vita.
Esempi di approccio: Hi-Storia, sul rapporto tra tecnologia e valorizzazione del territorio; Thermojournalist, per il giornalismo dei dati tramite making/coding e autocostruzione di termocamere didattiche.
Perché la scuola?
La scuola viene riconosciuta come presidio democratico fondamentale, capace di arrivare a tutta la popolazione, un contesto in cui la partecipazione cittadina alle piattaforme digitali non è mai scontata né garantita.
Le ricerche internazionali (tra cui Jiang 2021; Sharifi & Alizadeh 2023) mostrano infatti che informare o consultare i cittadini non basta a garantire inclusione e rappresentatività, soprattutto per i gruppi sociali meno abbienti o per minoranze etniche, come dimostrano anche casi studio europei su piattaforme civiche (ad esempio Fix My Street a Bruxelles).
Datapress Ravenna: visualizzazioni e data-journalism scolastico per la consapevolezza urbana
Datapress Ravenna è uno strumento educativo e civico, pensato per portare la data-literacy e la narrazione dei dati nelle scuole, nelle famiglie e tra le associazioni. Il focus del mock-up sarà chiaramente quello dei dati sul traffico.
La piattaforma consente agli studenti di esplorare dataset locali, creare visualizzazioni e racconti digitali, collaborare in gruppi e pubblicare articoli.
Al centro di Datapress Ravenna c’è il datajournalism scolastico: imparare a leggere e interpretare i dati, trasformarli in storie, domande e proposte concrete. Il progetto punta sul protagonismo di studenti e giovani, favorendo il confronto tra generazioni e la crescita di competenze STEM e civiche in un contesto reale.
Il concept si articola in quattro sezioni principali, piu una sezione bonus accessibile cliccando su login e quindi su PA Room:
- Esplora (o Storie): uno spazio aperto a tutti per navigare articoli e dati urbani;
- Mappa: un’esplorazione della possibilità di visualizzare su mappa gli articoli, per avere un riferimento cartografato dei racconti studenteschi.
- Racconta: l’area in cui studenti creano storie e report a partire dai dataset, percorsi guidati, dashboard intuitive per la generazione di data visualization. Cliccando un uno dei templates, è possibile accedere all’editor vero e proprio.
- Apprendi: una sezione metodologica pensata sia per studenti sia per docenti, con tutorial, risorse didattiche, spunti per integrare la data-literacy nei curricoli e supportare la nascita di veri e propri “datagiornalini scolastici”. Attualmente le sottosezioni sono presenti in forma di report.
- PA Room: la sezione dedicata alla pubblica amministrazione e ai partner tecnici, per pubblicare dataset specifici, proporre sfide civiche, valorizzare storie e raccogliere segnalazioni e proposte dalla comunità;
La PA come provider di ambienti didattici per l’educazione STEM situata e pubblica
Negli ultimi anni la didattica STEM è diventata una priorità sia in Italia che a livello internazionale, spinta dalla necessità di fornire a tutti gli studenti solide basi scientifiche e digitali per partecipare attivamente alla società dell’informazione. In Italia, questa spinta si traduce in interventi come il Piano Nazionale Scuola Digitale, i progetti PON “Per la scuola” e le azioni del PNRR. Si tratta di uno sforzo sistemico che punta a dotare scuole e docenti di strumenti, risorse e metodologie didattiche legate alle STEm; tuttavia, non di rado, si è tradotto in un semplice mercato di dispositivi digitali e piattaforme proprietarie, spesso focalizzate più sulla tecnologia e fidelizzazione che sui reali bisogni educativi.
Questa dinamica è sostenuta anche dagli importanti fondi stanziati per la digitalizzazione: il mercato globale della didattica STEM nella scuola primaria e secondaria è stimato in 60 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita prevista fino a 132 miliardi entro il 2030. In Italia, solo tra PNRR e Piano Nazionale Scuola Digitale, gli investimenti hanno già superato i 4,9 miliardi di euro per infrastrutture e metodi.
In questo scenario, Datapress Ravenna propone una nuova idea di STEM radicata nel territorio: una piattaforma che diventa ambiente di apprendimento aperto, partecipato e profondamente civico, dove i dati urbani diventano occasione di sviluppo di competenze STEM ma anche di responsabilità collettiva, in un ambiente pubblico, civico e open-source.
Negli ultimi anni, inoltre, è cresciuto un ecosistema di associazioni, imprese ed educatori che promuovono laboratori su dati, coding e cittadinanza digitale, alimentando competenze di data literacy: Datapress si collega e valorizza queste realtà, immaginando un Comune capace di coordinare e mettere a sistema le energie locali, così come già avviene per le attività culturali e museali, in una sinergia pubblico-privato guidata dall’istituzione.
La PA come publisher civico: dati, storie e priorità
Nel contesto della mobilità urbana, la Pubblica Amministrazione può assumere un ruolo proattivo diventando un vero publisher civico: selezionare e pubblicare dati significa accendere i riflettori su fenomeni chiave, come l’impatto delle ZTL, i flussi casa-scuola o le criticità dei quartieri. Da un lato, questo approccio rende trasparenti le scelte e stimola un dibattito informato e di fiducia. Dall’altro, la PA riceve in cambio feedback preziosi: può intercettare temi emergenti, leggere domande prima che diventino criticità e osservare direttamente come la città reagisce agli interventi urbani. Così, la pubblicazione dei dati non è più solo un adempimento tecnico, ma diventa un strumento di ascolto e comprensione condivisa.
Va detto che questa dimensione di consenso è bilanciata da alcune funzionalità dell’ambiente digitale, come la possibilità per docenti e classi di richiedere nuovi dataset o di sollevare questioni inedite, contribuendo così a costruire un dialogo aperto e dinamico.
Approccio centrato sulla pubblica istruzione
Con questo progetto proponiamo una piattaforma che metta al centro l’analisi e la comprensione critica dei dati, non una “lezione di morale” sulla mobilità.
Nello stabilire la base dell’intervento, l’intento non è quello di proporre una piattaforma a fine pedagogico-normativo (giusto/sbagliato). L’ambiente vuole stimolare esperienze didattiche, con le esigenze di studenti e docenti come driver. Quindi un ambiente digitale per analizzare i dati sul traffico e che tenga conto delle esigenze di discenti e comunità educante, cioè:
- sviluppare competenze tecnologiche, scientifiche e matematiche, ma in questo caso senza tralasciare le competenze linguistiche ed espressive (parlando sempre di giornalismo, quindi scrittura, benché guidata dai dati)
- sviluppare un approccio di ricerca (studio dei dati, analisi, discussione)
- minima imposizione di valori, costruire autonomamente i propri punti di vista.
Nota sul pubblico di questa dataviz
In questo mockup il focus è posto sull’Educazione secondaria, con esempi e percorsi pensati in particolare per scuole medie e superiori. Tuttavia, la piattaforma si presta perfettamente anche a contesti di formazione terziaria e permanente. Pensiamo, ad esempio, all’utilizzo nelle lauree in Scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità, così come in percorsi di Long Life Learning (LLL) e nelle attività di educazione della terza età e formazione degli adulti.
Le funzionalità e i toolkit sono modulabili e adattabili a diversi livelli di complessità e pubblico, rendendo la piattaforma uno spazio trasversale per l’educazione civica e la comunicazione dei dati.
Ma anche se DataPress è contestulizzato sui fenomeni del traffico, come modello può essere estendibile anche ad altri temi urbani, sempre affrontati mediante i dati e la didattica.
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Sei ancora all’inizio dell’esplorazione di Datapress, con il concept generale e la home.
Hai già impressioni? Alcuni consigli: non prendere troppo “alla lettera” colori, nomi, grafiche. Questa non è una piattaforma reale, ma un PoC, un modo per ragionare su uno strumento futuro.
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