La voce può rivolgersi direttamente a chi ascolta, costruire scene, fare domande e trasformare alcuni dettagli in piccoli giochi o indizi.
Le storie
dentro la forma
Le tracce non sono semplici didascalie sonore. Possono cambiare lingua, tono, pubblico e punto di vista: la stessa forma tattile può aprire racconti molto diversi, costruiti intorno al luogo e a chi lo esplora.
Scrivere cambia con chi ascolta
Una traccia per bambini, una per adulti e una pensata per una persona non vedente non sono semplicemente versioni più corte o più lunghe dello stesso testo. Cambiano lessico, ritmo, quantità di informazioni, rapporto con la forma e modo di rivolgersi a chi ascolta.
Possono entrare date, nomi, trasformazioni e riferimenti storici più densi, mantenendo però una voce e un ritmo pensati per l’ascolto.
Il testo può sostenere l’esplorazione tattile, nominare forme e relazioni spaziali e aiutare a collegare ciò che si tocca con ciò che non è immediatamente percepibile.
Salone Metaurense
«La senti questa musica? Viene da questo salone, il salone Metaurense. Stanno celebrando un importante matrimonio, quello tra Francesco Maria II della Rovere e Lucrezia d’Este. Perché hanno scelto questo salone? Ti basta guardare intorno per capirlo…»
La scalinata della Torre di Bene
Un secondo esempio permette di confrontare due scritture rivolte allo stesso pubblico: cambia il bene culturale, cambiano le voci e il modo in cui il racconto costruisce l’esplorazione.
Cortile d’onore
«Entriamo finalmente a palazzo. Siamo nel cortile d’onore e io sono Gerolamo Genga, modestamente uno degli artisti più importanti di questa città. Tutto ciò che vedi intorno a te è opera mia e di mio figlio Bartolomeo, che te ne pare?»
La cupola
Qui l’esempio serve a mostrare una traccia progettata specificamente per la fruizione non vedente e per il rapporto tra descrizione audio ed esplorazione tattile del modello.
Cambiare voce cambia il racconto
Ogni attivatore è anche una scelta narrativa: da dove guardiamo quello che stiamo toccando, chi parla e con quale tono. La stessa porzione di modello può diventare una descrizione impersonale, la voce di un personaggio verosimile o la presa di parola del monumento stesso.
In questo caso la traccia sceglie un registro informativo e diretto: presenta l’edificio, lo colloca nella storia urbana e accompagna l’ascoltatore verso il punto successivo della piazza.
«Il Palazzo del Governatore è conosciuto erroneamente come Palazzo Apostolico perché anticamente era la residenza dei frati apostolici. A partire dal Cinquecento arriva a Fermo la Signoria degli Offreducci… Il palazzo si trova all’ingresso della Piazza del Popolo e dà il benvenuto al suo centro storico.»
Qui parla un fossore: un personaggio inventato ma storicamente verosimile. La voce prende per mano chi ascolta, porta sottoterra, spiega un lavoro e costruisce l’immagine del luogo attraverso racconto, descrizione e atmosfera.
«Mi presento, sono un fossore. E quello che stai toccando è l’ingresso alle catacombe. Il mio nome viene dal latino fodere, cioè scavare. E infatti io sono quello che scava le catacombe… Immaginate di scendere con me in un luogo scavato nel buio, sempre più giù, tra gallerie, incroci e tombe.»
In altre tracce la forma toccata prende direttamente voce. Il campanile diventa un personaggio narrante: si presenta, racconta la propria differenza rispetto agli altri elementi del Duomo e invita ad ascoltare campane, altezze e suoni del luogo.
«Ehi, io sono Milo, il campanile, il più giovane della combriccola. Non sono antico come il Duomo: sono nato in tempi abbastanza recenti, tutto squadrato come un mattoncino alto alto. Tocca la cima della mia testa… lì spuntano le mie campane.»
Carte Atlas per progettare il punto di vista
Nei laboratori usiamo anche le carte Atlas per aprire possibilità narrative e discutere le scelte di scrittura. Alcune carte aiutano proprio a decidere chi sta parlando: un attivatore narrante, un personaggio storico, una figura fantastica, oppure la voce del monumento.
Servono a far emergere idee, confrontare registri diversi e trasformare la progettazione dei testi in un’attività più visibile e condivisa.
Ogni attivatore può parlare molte lingue
Lo stesso punto del modello può attivare tracce diverse in base alla lingua scelta nel player. Il multilingua non è soltanto una traduzione finale: può nascere dentro il laboratorio, da attività di lingua straniera, da progetti Erasmus+, da collaborazioni con comunità linguistiche presenti nel territorio.
Le audioguide Hi-Storia sono aperte a qualunque lingua: lingue scolastiche, lingue madri, lingue di comunità e, quando serve, anche dialetti e varianti locali.
Il modello non cambia: cambia il contenuto associato a quel punto nella lingua selezionata, mantenendo coerente l’esperienza di esplorazione.
Una buona versione non trasferisce soltanto parole. Deve conservare tono, ritmo, riferimenti culturali, naturalezza della voce e durata adatta all’ascolto.
La produzione multilingue può coinvolgere corsi di lingua, scambi internazionali, adulti in formazione, studenti madrelingua e persone del territorio.
La campana
«Το καμπαναριό. Το μικρό καμπαναριό που μόλις αγγίξατε αντιπροσωπεύει την τελευταία φάση κατασκευής του συγκροτήματος της Annunziata…»
Ingresso nord
«Salut Marty. Salut Lucius, pourquoi m’as-tu appelé ? Je t’ai appelé car je suis trop préoccupé par le combat et j’ai besoin de gagner ce défi…»
Ingresso della cattedrale
«Вход на църквата на Пресвета Анунциата. Това е главният вход на църквата Пресвета Анунциата, сграда със средновековен произход…»
La Scala Santa
Un esempio di versione inglese sviluppata in ambito scolastico, utile per mostrare come una traccia possa essere riscritta e registrata come attività di lingua straniera.
La bifora
Un ulteriore esempio mostra come lo stesso progetto possa includere più lingue diverse, associate a punti differenti dello stesso modello tattile.
Il multilingua può crescere nel tempo. Un progetto può nascere in una sola lingua e aggiungerne altre in seguito, senza rifare il modello. È una struttura aperta: ogni nuova lingua amplia il pubblico, ma può anche raccontare il territorio attraverso accenti, provenienze e memorie diverse.
Oltre la didascalia, oltre lo storytelling
Accanto alla didascalia e allo storytelling, l’audioguida può aprirsi ad altre forme. In classe si può scegliere una forma di scrittura capace di interpretare il luogo: cambiano struttura, ritmo, lessico e rapporto con chi ascolta.
Fiaba
Il luogo può diventare lo spazio di una storia con protagonisti, prove, aiutanti, trasformazioni e oggetti simbolici. Gli elementi del patrimonio non sono soltanto descritti: entrano nella struttura del racconto e fanno avanzare la storia.
Filastrocca
Rima, ripetizione e ritmo possono aiutare a ricordare nomi, forme e sequenze. La musicalità diventa parte della mediazione: il testo può essere breve, giocoso e costruito per essere detto e ascoltato, non soltanto letto.
Riscrittura letteraria
Un luogo può essere esplorato partendo da un testo, un autore o un immaginario già esistente e poi riscritto dalla classe: spostando il punto di vista, cambiando epoca, voce o destinatario, oppure facendo incontrare letteratura e spazio reale.
Esercizio di stile
Lo stesso attivatore può essere raccontato come descrizione, dialogo, poesia, lettera, diario o piccola scena teatrale. Confrontare più versioni rende evidente che ogni testo è una scelta, non una trascrizione neutra della realtà.
Nei laboratori Hi‑Storia la ricerca sul bene può diventare scrittura creativa e sperimentazione formale.
Approfondisci il laboratorio sulla parolaScrivere, provare, riscrivere, registrare
Il testo non è finito quando è corretto sulla pagina. Va ascoltato, misurato nel tempo e provato nel punto preciso in cui verrà attivato. Anche la registrazione fa parte della scrittura: voce, pause, ritmo e suono cambiano il modo in cui il contenuto viene percepito.
Possibile foto già esistente: la vicepreside dell’IIS d’Aosta dell’Aquila ascolta la traccia per bambini della Basilica di Collemaggio, sviluppata dagli studenti degli indirizzi Meccanico e Turistico nel 2018.
Una traccia funziona davvero quando voce, durata e informazione hanno senso mentre la persona sta toccando proprio quel punto del modello.
Vuoi progettare i contenuti di un’audioguida tattile?
Possiamo partire dal luogo, dai pubblici e dalle lingue del progetto per costruire insieme una struttura narrativa adatta al modello e al contesto.